Sabato 7 Novembre 2026 | ore 18:30
Teatro del Popolo – via Palestro, 5
Roberta Cosimo
presenta Fortunata. Modera Alice Mometti.
Nel Salento degli anni Venti, nascere donna significa obbedire. Eppure, una nuova vita sta per cambiare le sorti della
tradizione. Il suo nome è un inno al futuro. Si chiama Fortunata, perché saluta il mondo con un sorriso radioso e
inaspettato. Non sa ancora di cosa sono fatte le lacrime. Non riconosce quelle che cadono fitte sul viso di sua madre,
costretta da un accordo ad affidare la sua ultima bambina a un’altra famiglia, più stabile e abbiente. La promessa è
di farla diventare la più abile cucitrice di corredi matrimoniali del paese. Ma sul tessuto del destino Fortunata sceglie
di ricamare una storia diversa rispetto a quella che gli altri hanno in mente per lei. E, mentre allena le sue dita a
ricamare intricati merletti, scopre il piacere della lettura. La luce fioca di una candela, nascosta al severo giudizio della
sua nuova mamma, illumina quei libri che da oggetto diventano possibilità. Fortunata impara, approfondisce e
comprende che, proprio come per le protagoniste dei romanzi che avidamente consuma, il destino non è già scritto.
E così inizia piccole rivolte silenziose, come soffiare in un fischietto di terracotta: un gesto concesso soltanto agli
uomini. Il suo futuro è un foglio bianco ancora da scrivere, un lenzuolo in cotone su cui ricamare la libertà che
desidera, una voce che non ha paura della sua eco. Per portare in alto il suo nome, Fortunata deve trovare il coraggio
di scegliere.
Sabato 7 Novembre 2026 ore 18:30
Teatro del Popolo – via Palestro, 5
Roberta Cosimo
presenta Fortunata. Modera Alice Mometti.
Nel Salento degli anni Venti, nascere donna significa obbedire. Eppure, una nuova vita sta per cambiare le sorti della
tradizione. Il suo nome è un inno al futuro. Si chiama Fortunata, perché saluta il mondo con un sorriso radioso e
inaspettato. Non sa ancora di cosa sono fatte le lacrime. Non riconosce quelle che cadono fitte sul viso di sua madre,
costretta da un accordo ad affidare la sua ultima bambina a un’altra famiglia, più stabile e abbiente. La promessa è
di farla diventare la più abile cucitrice di corredi matrimoniali del paese. Ma sul tessuto del destino Fortunata sceglie
di ricamare una storia diversa rispetto a quella che gli altri hanno in mente per lei. E, mentre allena le sue dita a
ricamare intricati merletti, scopre il piacere della lettura. La luce fioca di una candela, nascosta al severo giudizio della
sua nuova mamma, illumina quei libri che da oggetto diventano possibilità. Fortunata impara, approfondisce e
comprende che, proprio come per le protagoniste dei romanzi che avidamente consuma, il destino non è già scritto.
E così inizia piccole rivolte silenziose, come soffiare in un fischietto di terracotta: un gesto concesso soltanto agli
uomini. Il suo futuro è un foglio bianco ancora da scrivere, un lenzuolo in cotone su cui ricamare la libertà che
desidera, una voce che non ha paura della sua eco. Per portare in alto il suo nome, Fortunata deve trovare il coraggio
di scegliere.